La “Giornata del Ricordo” è un momento molto importante ed è stata istituita per commemorare le vittime delle tragedie legate al confine orientale, purtroppo però negli anni il suo senso originale è stato un po’ travisato, doveva infatti anche essere il contesto per dare una ricostruzione della verità storica dei drammi che hanno contraddistinto le vicende di cui è stato teatro il territorio della Venezia Giulia e degli Stati confinanti nell'area di nord-est del nostro paese nel periodo 1943-45, non certo una data da contrapporre al 25 aprile.
Si doveva realizzare, un'operazione-verità che valesse a superare i silenzi, le rimozioni e le strumentalizzazioni che hanno contraddistinto per decenni la rappresentazione di quegli avvenimenti destinata a fini di contrapposizione politica e non di ricerca rigorosa della verità storica, ma questo obiettivo è stato realizzato solo in parte, e la "Giornata del Ricordo" per molti è diventata la cassa di risonanza di una visione miope, settoriale e strumentale degli accadimenti storici. Lo studio serio della Storia esige in primis una contestualizzazione dei fatti con gli accadimenti precedenti e collegabili, per evitare che si aprano spazi "astorici", facile preda di ogni strumentalizzazione e di uso politico dei fatti.
Quindi, senza negare la gravità dei fatti accaduti né le responsabilità dei colpevoli, vogliamo però ricordare il contesto storico che li ha causati, la dominazione nazifascista per i popoli della ex Jugoslavia ha significato, olio di ricino e bastonate, torture, divieto di parlare la propria lingua, rastrellamenti, incendi delle proprie case, deportazioni, campi di sterminio, esecuzioni, insomma un odio etnico e politico che ha creato risentimento e sete di vendetta.
Vogliamo quindi contrastare ogni tentativo di appropriarsi della “Giornata del Ricordo”, soprattutto da parte di chi vorrebbe equiparare i delitti del fascismo e del nazismo con i delitti delle foibe, per sminuire il significato storico della grande lotta epocale della Resistenza contro il nazifascismo, che ha offeso l'intera umanità, con delitti di dimensioni epocali, originati da una aberrante ed insensata visione totalitaria e razzista dell’uomo e del mondo.
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